La seniority indica la priorità relativa di un credito rispetto ad altri diritti sullo stesso debitore. Diventa decisiva quando le risorse disponibili non bastano a soddisfare tutti: due finanziatori della stessa impresa possono subire perdite molto diverse perché hanno accesso a beni diversi o occupano ranghi differenti. Per interpretarla bisogna tenere insieme contratto, garanzie, entità debitrice e procedura applicabile. Il nome del titolo, da solo, non ricostruisce questa gerarchia.
Il rango riguarda un credito preciso
Un’impresa può finanziarsi con prestiti bancari, obbligazioni e debiti verso altri soggetti. Senior e subordinato descrivono relazioni tra questi crediti; azioni e altre partecipazioni attribuiscono invece diritti sul capitale, con una posizione residuale. Inserirli nella stessa rappresentazione della struttura finanziaria è utile, purché resti distinta la natura del diritto: un creditore junior non diventa azionista per il solo fatto di essere postergato.
La seniority delle obbligazioni è l’applicazione di questo ragionamento al singolo prestito obbligazionario. Il regolamento può prevedere che capitale e interessi concorrano con altri debiti non subordinati, oppure che siano soddisfatti dopo determinati creditori. Due emissioni della stessa società possono quindi avere rango differente. La classificazione come obbligazioni senior precisa un aspetto del rapporto di credito, senza trasformarlo in una garanzia di rimborso.
Il confronto ha senso soltanto identificando il debitore. Il bond di una capogruppo e il finanziamento di una sua controllata non insistono inizialmente sullo stesso patrimonio. Una tabella che li ordini senza distinguere le due società può attribuire una priorità apparente a chi non ha alcun diritto diretto sui beni considerati.
Priorità del credito e garanzie sono due dimensioni
Nel diritto italiano l’articolo 2741 del Codice civile pone la parità dei creditori salvo le cause legittime di prelazione: privilegi, pegno e ipoteche. La parola senior non aggiunge da sola una nuova causa legale di prelazione. Un’obbligazione può essere senior e chirografaria, cioè priva di una garanzia reale specifica.
Una garanzia reale collega invece il soddisfacimento del credito al valore di determinati beni, secondo validità, grado e limiti della garanzia. Per questo “secured” non significa necessariamente copertura completa. Il bene può valere meno del credito, sostenere più gravami o richiedere tempi e costi di realizzo. La parte del credito non coperta deve essere trattata secondo le regole applicabili al residuo.
Ne segue che la graduatoria non può ridursi a “senior, poi chirografari, poi subordinati”: il senior unsecured può appartenere proprio alla massa chirografaria. Anche una garanzia personale richiede una lettura distinta. Aggiunge un’obbligazione del garante entro i termini pattuiti, ma non equivale a un’ipoteca su tutti i suoi beni.
Dall’ordine di priorità al denaro recuperato
Nella liquidazione giudiziale italiana, l’articolo 221 del Codice della crisi disciplina l’ordine di distribuzione delle somme. Distingue crediti prededucibili, crediti con prelazione sui beni realizzati, chirografari e postergati. Il riparto dipende quindi dalla massa disponibile e dal titolo di ciascun credito, non da una piramide commerciale valida per ogni situazione.
Si può isolare la relazione economica con un esempio. Supponiamo che, dopo aver già considerato costi, crediti con priorità ulteriore e altri elementi della procedura, restino soltanto un patrimonio distribuibile e due classi: 80 di crediti senior non garantiti e 30 di crediti interamente subordinati ai primi. All’interno di ciascuna classe il trattamento è proporzionale. Non ci sono altre passività, garanzie o interessi da aggiungere.
Risorse distribuibili ipotetiche |
Pagamento ai senior |
Pagamento ai subordinati |
Residuo per il capitale |
|---|---|---|---|
60 |
60 su 80 |
0 su 30 |
0 |
95 |
80 su 80 |
15 su 30 |
0 |
120 |
80 su 80 |
30 su 30 |
10 |
Nel primo scenario i senior recuperano il 75% dei crediti, pur precedendo i subordinati. Nel secondo recuperano integralmente, mentre la classe inferiore riceve il 50%. Sono risultati aritmetici delle ipotesi, non percentuali storiche di recupero. Mostrano che il rango determina come si distribuisce un valore: non determina quanto valore esiste.
Se la massa senior aumentasse da 80 a 100 lasciando ferme le risorse a 95, non resterebbe più nulla per i subordinati. Il loro rango non sarebbe cambiato, ma il recupero sì. È la ragione per cui, oltre alla posizione del proprio credito, interessa conoscere dimensione ed evoluzione delle passività che lo precedono.
Questa rappresentazione non va trasferita senza adattamenti a un piano di ristrutturazione, a una procedura bancaria o a un altro ordinamento. Le regole di distribuzione, le classi e gli strumenti disponibili possono essere diversi. La priorità nella liquidazione non implica inoltre che, durante la normale operatività, ogni pagamento a un creditore di rango inferiore sia vietato fino all’estinzione di tutto il debito senior. Nelle ABS, la priorità delle tranche segue invece la waterfall prevista dall’operazione.
Subordinazione contrattuale e strutturale
Nella subordinazione contrattuale il rapporto di priorità deriva dalle condizioni del credito. L’articolo 2411 del Codice civile, nel testo introdotto dalla riforma societaria, ammette che il diritto degli obbligazionisti a capitale e interessi sia subordinato, in tutto o in parte, alla soddisfazione di altri creditori. Per stabilire l’effetto di una clausola concreta contano i crediti beneficiari, gli eventi nei quali opera e le norme imperative applicabili.
La subordinazione strutturale nasce invece dalla separazione tra patrimoni societari. Se una holding, o HoldCo, emette un bond e possiede una società operativa, o OpCo, i creditori della OpCo hanno diritti verso quest’ultima. Il creditore della holding dipende dagli attivi e dai flussi accessibili alla holding: il valore delle partecipazioni riflette anche ciò che resta dopo le pretese dei creditori della controllata.
Non serve quindi una clausola che chiami il bond “subordinato” perché esista questo svantaggio economico. Un documento societario depositato presso SEC distingue espressamente debito senior unsecured dell’emittente, priorità del secured sul collateral e subordinazione strutturale verso controllate non garanti. È un esempio di come leggere tre relazioni diverse, non una regola statunitense da applicare alla liquidazione italiana.
La presenza di garanzie delle controllate o di crediti infragruppo può cambiare l’analisi. In tal caso vanno esaminati i diritti effettivamente acquisiti, il loro rango e i limiti alla garanzia. Neppure tutti i trasferimenti di cassa dalla OpCo alla HoldCo richiedono, durante l’attività ordinaria, il preventivo rimborso integrale di ogni debito della controllata. Il punto è l’accesso giuridico ed economico alle risorse, non un blocco universale dei dividendi.
Per il contesto delle emissioni e dei garanti, la guida alle obbligazioni societarie sviluppa le verifiche sul gruppo. La distinzione qui serve a evitare che una clausola senior verso una società sia letta come priorità su ogni società del gruppo.
Che cosa il rango spiega del rischio
A condizioni comparabili, una posizione inferiore può esporre a perdite che una classe superiore evita. La probabilità d’insolvenza del debitore, tuttavia, non si ricava dal rango del singolo credito. Neppure una posizione senior in una società fragile è necessariamente meno rischiosa di una subordinata emessa da una società molto più solida.
Il credit spread riflette inoltre aspetti diversi dal solo ordine di recupero: liquidità, durata, opzioni e condizioni di mercato. Una differenza di rendimento tra due titoli non misura automaticamente il prezzo della subordinazione. Per isolare quel fattore bisogna rendere il confronto quanto più omogeneo possibile.
La seniority è dunque una caratteristica ordinale, non una variabile “direttamente proporzionale” al recupero o “inversamente proporzionale” alle perdite. Le obbligazioni subordinate rendono evidente questa asimmetria: quando diminuiscono le risorse residue, il loro recupero può cambiare molto anche senza alcuna modifica formale della clausola.
Ricostruire una posizione prima di confrontarla
La rappresentazione utile parte da entità debitrici separate e associa a ogni credito garanzie, rango e importo. Su questa base si può verificare quali passività concorrano sugli stessi beni, quali abbiano una priorità specifica e quali siano postergate. Il valore distribuibile va poi stimato nel contesto considerato, evitando di usare il valore contabile degli attivi come se fosse già il ricavato disponibile.
Per chi investe, il risultato è una spiegazione del percorso attraverso cui potrebbe arrivare il rimborso. Per chi finanzia l’impresa, è anche un modo di leggere l’effetto di nuovo debito, delle clausole di negative pledge che limitano nuove garanzie o di spostamenti di attività tra società. Se cambia una di queste condizioni, la dicitura senior sul contratto può restare identica mentre cambia la protezione economica del credito.