Floater con cap e floor: payoff, valore delle opzioni e sensibilità

Un floater con cap o floor parte dalla stessa logica di un’obbligazione a tasso variabile, ma aggiunge un limite alla cedola. Quel limite non è un dettaglio accessorio: è un’opzione incorporata che modifica prezzo, rendimento e risposta agli shock di tasso.

Dal benchmark al coupon payoff

Indicando con L il benchmark, con s lo spread, con F il floor e con K il cap, una struttura combinata può essere rappresentata come tasso cedolare = min(K; max(F; L + s)). L’importo del periodo è interesse = nominale × tasso cedolare × frazione d’anno.

La formula è valida soltanto se il contratto applica cap e floor al tasso comprensivo di spread. Alcune emissioni definiscono diversamente le soglie: final terms e calculation-agent provisions prevalgono.

Con L pari al 3,2%, spread 0,8%, floor 2% e cap 4,5%, la cedola è 4%. Se L scende allo 0,5%, il risultato grezzo è 1,3% e interviene il floor: 2%. Se L sale al 5%, il risultato grezzo è 5,8% e interviene il cap: 4,5%.

Dal payoff a caplet e floorlet

Ogni periodo genera una singola esposizione opzionale. Il caplet paga al compratore del cap quando il tasso supera lo strike; il floorlet paga al compratore del floor quando scende sotto lo strike. Una sequenza di caplet forma un cap, una sequenza di floorlet forma un floor.

  • capped floater = plain floater − cap
  • floored floater = plain floater + floor
  • collared floater = plain floater + floor − cap

Il segno economico è essenziale. Con il cap l’investitore vende all’emittente parte del beneficio derivante da tassi elevati; con il floor acquista protezione contro cedole basse.

Valore opzionale e volatilità

Il valore di cap e floor dipende da curva forward, fattori di sconto, strike, tempo, volatilità e convenzioni del contratto. Nel framework Black-76, un caplet europeo è valutato come opzione sul forward sotto ipotesi lognormali. La formula non è universale: mercati con tassi bassi o negativi possono richiedere volatilità normal, shifted-lognormal o altri modelli.

A parità di tutto il resto, maggiore volatilità aumenta normalmente il valore sia del cap sia del floor. Perciò modifica anche il valore del bond: penalizza maggiormente il detentore di un capped floater e avvantaggia maggiormente il detentore di un floored floater. Credito e curva restano comunque determinanti.

Dalla volatilità a duration e convexity

Un plain floater tende ad avere bassa sensibilità a piccoli shock del benchmark quando il prossimo reset è vicino e il margine richiesto non cambia. Cap e floor interrompono questa linearità.

Quando il benchmark è molto sotto il cap, un capped floater può comportarsi ancora in modo simile al plain floater. Avvicinandosi allo strike, aumenta la probabilità che i rialzi futuri non passino alla cedola: duration effettiva e convexity cambiano. Una volta profondamente sopra il cap, la cedola è sostanzialmente bloccata.

Il ragionamento è speculare per il floor. Se il benchmark è molto sopra la soglia, il floor conta poco. Vicino allo strike la sensibilità diventa non lineare; profondamente sotto, la cedola resta al minimo. Spread duration e rischio di credito non vengono neutralizzati.

Confronto con un plain floater

DimensionePlain floaterCon capCon floor
Beneficio da rialzo del benchmarktrasmesso alla cedolalimitato sopra lo striketrasmesso
Protezione da ribassosolo eventuale floor contrattualeinvariatarafforzata sotto lo strike
Valore opzionale per l’investitorenessuna opzione aggiuntivavende il capcompra il floor
Sensibilità vicino allo strikerelativamente linearenon linearenon lineare
Spread/credit riskpresentepresentepresente

Errori comuni e controllo operativo

Il cap non protegge l’investitore: limita la cedola massima. Il floor non garantisce il capitale né elimina il default risk. “Zero-cost collar” indica al più un equilibrio iniziale stimato tra valore del cap e del floor; non esclude costi distributivi, margine dell’emittente o bid-ask.

Prima dell’acquisto verificare se le soglie includono lo spread, fixing e day-count, calendario dei caplet/floorlet, callability, modello/volatilità usati nella valutazione e scenari di prezzo oltre agli scenari cedolari.

Collegamenti interni

Fonti tecniche