Trend Following: Come Funziona la Strategia per Seguire i Trend

Una strategia di trend following traduce l’andamento osservato di un mercato in regole per assumere, mantenere o ridurre una posizione. Non richiede di conoscere in anticipo il punto di svolta: accetta che il segnale arrivi dopo una parte del movimento e che possa essere seguito da un’inversione. Per capire come funziona, bisogna separare la misura del trend dalla regola delle posizioni e dal capitale esposto.

Il confronto è diverso da quello di una graduatoria di momentum relativo. Qui interessa la storia del singolo strumento, non soltanto il suo vantaggio su altri titoli. Un’attività può aver perso meno delle concorrenti e risultare prima nella graduatoria, ma avere comunque un andamento assoluto negativo. Le due regole possono quindi dare indicazioni differenti sullo stesso mercato.

Dal movimento osservato alla posizione

Un modo di formalizzare il segnale è il time-series momentum, che considera il rendimento passato dello strumento su un intervallo definito. Una regola illustrativa potrebbe osservare il segno del rendimento degli ultimi tre mesi e aggiornare la posizione a una data prestabilita. I tre mesi sono soltanto un esempio, non un parametro ottimale: cambiare intervallo, frequenza di aggiornamento o definizione del rendimento cambia il processo. Il segnale deve essere disponibile quando si decide la posizione, non ricostruito conoscendo il rendimento successivo. Altre famiglie di regole osservano il prezzo rispetto a una media mobile, l’incrocio fra medie o la rottura di un intervallo recente di prezzi, come nelle tipologie di sistemi trend following illustrate da Abbey Capital. La scelta del segnale e dei suoi parametri modifica il processo; non lo rende infallibile.

Supponiamo che un prezzo passi da 100 a 110 durante l’intervallo osservato: il segnale è positivo. Se una posizione lunga viene poi assunta a 110 e il prezzo scende a 101 nel periodo seguente, il rendimento della posizione è 101 / 110 − 1, cioè circa −8,18%, prima dei costi e senza distribuzioni. Il precedente +10% appartiene al periodo usato per il segnale, non al guadagno ottenuto da chi entra dopo. È il motivo per cui seguire un trend non significa incassare retroattivamente tutto il movimento che lo ha reso visibile.

La risposta a un segnale negativo dipende dalla strategia. Un approccio long/flat può uscire dall’attività rischiosa, mentre uno long/short può assumere esposizione ribassista se gli strumenti e i vincoli lo consentono. Vendere una posizione già posseduta e aprire uno short non sono la stessa operazione. Occorre inoltre stabilire come trattare un segnale nullo o debole: non esiste un obbligo generale di acquistare ogni rialzo e vendere allo scoperto ogni ribasso.

Perché la continuazione del trend non è una garanzia

La ricerca di Moskowitz, Ooi e Pedersen sul time-series momentum analizza la relazione fra i rendimenti passati dei singoli strumenti e quelli successivi in un campione storico di futures e forward. Nel campione, il rendimento in eccesso dei dodici mesi precedenti ha una relazione positiva con quello successivo; l’effetto di continuazione persiste per circa un anno, con parziali inversioni su orizzonti più lunghi. È un risultato di ricerca con ipotesi e periodi definiti. Non stabilisce che ogni trend continuerà, che la relazione abbia la stessa intensità in ogni mercato o che una diversa implementazione produrrà lo stesso risultato.

Durante un’inversione, la posizione può restare orientata nella direzione precedente fino all’aggiornamento del segnale. In una sequenza di movimenti alternati, entrate e uscite possono invece accumulare perdite e costi senza intercettare un movimento persistente: è il problema dei falsi segnali o whipsaw. Ridurre la velocità della regola può limitarne alcuni, ma può anche ritardare una successiva uscita. Il compromesso va valutato sul processo definito, senza presumere una regola che riconosca sempre in tempo il regime di mercato.

Anche la dimensione della posizione conta. Lo stesso segnale applicato a esposizioni diverse non produce lo stesso rischio sul capitale. Costi di negoziazione, finanziamento e condizioni dell’eventuale posizione corta modificano il rendimento effettivo; gli strumenti derivati introducono inoltre esigenze di margine e gestione dell’esposizione. Questi elementi non sono dettagli da aggiungere dopo un rendimento lordo: fanno parte della strategia che si intende valutare.

Interpretare gli indicatori senza cambiare la regola

Un oscillatore in ipercomprato non impone necessariamente l’uscita da una posizione che segue il trend. La documentazione dell’RSI ricorda che letture estreme possono persistere nei trend forti. Usare un estremo per cercare un’inversione e mantenere una posizione per continuazione sono logiche differenti: possono convivere soltanto se si definisce come risolvere segnali discordanti, non alternandole dopo aver visto quale avrebbe funzionato.

Per valutare un’applicazione concreta servono quindi almeno tipo di segnale, intervallo di osservazione, date di decisione ed esecuzione, regola long/flat o long/short, dimensionamento e costi. Il risultato storico va letto con quelle condizioni e con le fasi sfavorevoli, senza attribuirgli un potere predittivo certo. La disciplina del trend following consiste nell’applicare un processo verificabile anche quando il segnale sbaglia; non nella promessa di evitare ogni perdita o di identificare in anticipo massimi e minimi.