Un’opzione è un contratto derivato che attribuisce al compratore un diritto e al venditore il corrispondente obbligo secondo condizioni prestabilite. La call dà il diritto di acquistare il sottostante allo strike; la put dà il diritto di venderlo. Il compratore paga un premio per quel diritto. Il venditore incassa il premio ma può essere assegnato e deve adempiere secondo il contratto.
Il contratto specifica almeno sottostante, strike, scadenza, moltiplicatore e modalità di regolamento. Il payoff dell’opzione non coincide con il profitto della posizione: quest’ultimo considera il premio pagato o incassato, i costi e, se rilevante, la posizione sul sottostante.
Payoff essenziale a scadenza
Per una call standard, il payoff lordo del compratore per unità è (max(S_T-K,0)); per una put è (max(K-S_T,0)), dove (S_T) è il prezzo del sottostante alla scadenza e (K) lo strike. Il profitto netto del compratore sottrae il premio e i costi. Il venditore ha il payoff di segno opposto prima del premio ricevuto. Gli importi effettivi vanno moltiplicati per il moltiplicatore e corretti per eventuali termini specifici del contratto.
Il titolare può scegliere se esercitare nei limiti del contratto; il venditore non sceglie se adempiere quando viene assegnato. Per le opzioni standard, la perdita del compratore che mantiene la posizione è in genere limitata al premio e ai costi, mentre il rischio del venditore dipende dalla gamba venduta e dalla copertura. Una call scoperta può avere perdite teoricamente illimitate; una put venduta può comportare un obbligo economicamente rilevante di acquistare il sottostante. Le strategie combinate modificano questi profili, ma non eliminano automaticamente il rischio.
Stili di esercizio e regolamento
Le etichette americana, europea e bermudana descrivono quando il diritto può essere esercitato, non dove l’opzione è negoziata. Un’opzione americana può essere esercitata nei momenti ammessi fino alla scadenza; una europea alla scadenza; una bermudana in date specificate. Il contratto determina regole, orari, scadenza e procedure. “Americana” non significa quotata negli Stati Uniti.
Il regolamento può essere fisico, con consegna o trasferimento del sottostante, oppure per contanti, secondo il prodotto. Le procedure di esercizio automatico e le soglie applicate possono dipendere da borsa, clearing, broker e istruzioni del cliente. Un’opzione appena out-of-the-money al close può richiedere attenzione se il sottostante si muove dopo la chiusura o se valgono regole di esercizio per eccezione.
Prezzo: più variabili, non una regola unica
Il premio incorpora valore intrinseco ed estrinseco. Lo strike e il prezzo del sottostante determinano la moneyness; tempo residuo, volatilità attesa, tassi, dividendi e costi di carry possono influire sul prezzo. In condizioni comparabili, una volatilità attesa più alta tende ad aumentare i premi di call e put. Gli effetti della scadenza dipendono da stile di esercizio, flussi del sottostante e ipotesi: non vale una regola universale secondo cui ogni opzione più lunga costa sempre di più. A parità delle altre condizioni, più tempo non riduce il valore di un’opzione americana comparabile, che conserva i diritti di esercizio precedenti; per opzioni europee, dividendi e carry possono rendere non monotona la relazione.
La volatilità implicita è l’input di volatilità che, inserito in un modello con gli altri parametri, rende il valore teorico compatibile con il prezzo osservato. È una quantità inferita dal prezzo e dal modello, non una misura direttamente osservata né una garanzia della volatilità futura. Anche i tassi e i dividendi hanno effetti diversi su call e put secondo i termini e le ipotesi di pricing.
Applicazioni: copertura e view direzionale
Una put acquistata può coprire un’esposizione lunga: il premio compra una protezione definita da strike e scadenza, ma non garantisce che il costo sia recuperato. Una call o una put acquistata senza sottostante può invece esprimere una view direzionale con perdita sull’opzione limitata al premio; il risultato dipende dal movimento e dal prezzo pagato.
La stessa put può essere assicurazione su azioni già detenute oppure una posizione ribassista autonoma. La differenza sta nell’esposizione complessiva: quantità, sottostante e scadenza devono corrispondere alla posizione che si intende proteggere.
Mercato negoziato e rischio di controparte
Le opzioni possono essere negoziate in mercati regolamentati o OTC. Nei contratti quotati, le specifiche sono definite dal mercato; OTC consente termini più adattabili alle parti. La standardizzazione non assicura liquidità: profondità e spread variano per serie, scadenza, strike e condizioni di mercato. Nemmeno l’etichetta OTC implica da sola illiquidità.
Il clearing centrale intermedia l’adempimento e applica margini, riducendo e trasformando il rischio bilaterale; non lo rende nullo. Nei contratti OTC, clearing, collateralizzazione e netting dipendono dall’accordo e dalla controparte. In una singola opzione bilaterale non compensata e integralmente pagata in anticipo, l’acquirente può essere esposto al mancato adempimento del venditore sull’obbligo dell’opzione; questa osservazione non si generalizza a qualsiasi margine, premio non pagato, CCP, broker o regolamento.
Leggere una posizione prima di assumerla
Prima di negoziare, occorre ricostruire il payoff alla scadenza, sottrarre il premio e i costi, capire l’eventuale obbligo in caso di assegnazione e verificare il regolamento. Va poi valutato se la liquidità disponibile consente di aprire, mantenere o chiudere la posizione quando spread e margini cambiano. Le opzioni permettono profili di rischio e rendimento molto diversi: la parola “opzione” da sola non descrive la perdita possibile.
Per approfondire la struttura dei contratti, le opzioni quotate e la negoziazione OTC vanno trattate come temi distinti quando la domanda riguarda rispettivamente specifiche/clearing o personalizzazione/rapporti bilaterali. In ogni caso, il rischio va letto dalla posizione concreta e dai suoi termini, non dall’etichetta del mercato o dalla sola probabilità di esercizio.