In contabilità, i valori numerari rappresentano la “forma monetaria” del patrimonio di un’azienda. Si tratta di elementi che esprimono direttamente denaro o diritti/obblighi a ricevere o pagare somme di denaro.
La distinzione fondamentale tra questi valori risiede nel grado di certezza: ovvero, quanto il valore monetario che l’azienda incasserà (o pagherà) effettivamente possa divergere dal valore scritto “sulla carta” (valore nominale).
1. Valori Numerari Certi
Sono le componenti che presentano il massimo grado di oggettività. Per questi valori, non esiste alcuna incertezza: il valore nominale coincide perfettamente con quello di realizzo.
- Esempio tipico: Il denaro contante in cassa, i valori bollati o i saldi attivi dei conti correnti bancari.
- Caratteristica: 10 euro in cassa valgono esattamente 10 euro nel bilancio e nella realtà operativa.
2. Valori Numerari Assimilati
Questi valori rappresentano “sostituti” temporanei del denaro. Sono diritti a riscuotere o obblighi a pagare somme di denaro in un futuro prossimo, solitamente espressi nella stessa valuta utilizzata per la contabilità (valuta di conto).
- Esempio tipico: Crediti e debiti commerciali verso clienti e fornitori nazionali.
- Caratteristica: Anche se non sono ancora denaro liquido, il loro valore è considerato “assimilabile” alla liquidità poiché l’importo da incassare è già fissato in fattura.
3. Valori Numerari Presunti
In questa categoria rientrano i valori la cui traduzione in moneta è soggetta a un certo grado di incertezza. Il valore nominale indicato in bilancio è solo una “presunzione” di quello che sarà l’incasso o il pagamento finale.
- Esempio tipico: Crediti o debiti espressi in valuta estera (es. Dollari).
- Perché sono presunti? A causa della fluttuazione dei tassi di cambio. Se oggi vanto un credito di 1.000 dollari, il valore in euro che incasserò tra tre mesi dipenderà dal cambio di quel giorno, rendendo il valore attuale puramente presuntivo.
- Altri casi: I debiti o crediti soggetti a sconti condizionati o premi la cui quantificazione finale non è ancora certa.
4. Tabella Comparativa: Il Grado di Incertezza
| Categoria | Coincidenza Valore Nominale/Reale | Esempio Pratico | Rischio di Variazione |
| Certi | Totale | Denaro in cassa / Banca | Nullo |
| Assimilati | Molto Alta | Crediti v/Clienti (Euro) | Basso (solo rischio insolvenza) |
| Presunti | Soggetta a variabili | Crediti in Dollari / Yen | Alto (rischio di cambio) |
5. Conclusioni: L’importanza per l’analisi finanziaria
Distinguere tra questi valori permette a un analista di valutare la qualità della liquidità aziendale. Mentre i valori certi garantiscono solvibilità immediata, una prevalenza di valori presunti (specialmente in valute volatili) espone l’azienda a rischi di mercato che potrebbero influenzare negativamente l’utile d’esercizio al momento della conversione finale.