Una put attribuisce al compratore il diritto di vendere il sottostante allo strike secondo lo stile e le regole del contratto; il venditore assume l’obbligo corrispondente se assegnato. Il compratore paga un premio, che rappresenta il costo iniziale della posizione. La put può essere usata per esprimere una view ribassista o per coprire un’esposizione lunga, ma i due usi hanno profili di portafoglio diversi.
Payoff lordo e risultato netto
Per una put standard, il payoff lordo del compratore alla scadenza per unità è:
max(K − S_T, 0)
con (K) strike e (S_T) prezzo del sottostante alla scadenza. Il profitto netto sottrae il premio (p) e gli altri costi: max(K − S_T, 0) − p − costi. Il break-even alla scadenza, prima dei costi, è (K-p). Se il sottostante chiude sopra lo strike, il payoff è zero e la perdita della posizione long mantenuta fino a quel momento è il premio pagato; se scende sotto lo strike, il payoff aumenta.
Per un’azione standard non negativa, il payoff lordo massimo si verifica se il prezzo scende a zero ed è pari allo strike per azione. Il profitto netto massimo è inferiore di premio e costi. Questa descrizione non va estesa senza verifica a indici, valute, futures, contratti rettificati o altri sottostanti con diverse convenzioni.
Acquirente e venditore assumono rischi diversi
Il compratore controlla l’esercizio entro i limiti del contratto, ma può perdere interamente il premio se la put scade senza valore. Il venditore incassa il premio e può essere obbligato a comprare il sottostante allo strike; per una put non coperta da liquidità o da altre posizioni, una forte discesa può creare una perdita importante. Il premio ricevuto non è un rendimento privo di rischio, perché remunera un’obbligazione contingente.
La vendita di una put è una strategia distinta: il venditore incassa un premio ma assume l’obbligo di acquisto in caso di assegnazione; dettagli su short put, collateral e margini sono trattati nell’articolo dedicato. Copertura, margini e modalità di regolamento dipendono dal singolo conto e contratto.
Prezzo e sensitività
A parità delle altre condizioni, una put con strike più alto tende ad avere un premio più alto. Nel modello standard, tassi più alti tendono a ridurre il valore di una put, mentre dividendi attesi più alti tendono ad aumentarlo; una volatilità attesa più elevata tende ad aumentare il valore di call e put. Sono sensitività del modello, condizionate da stile, carry, scadenza e specifiche contrattuali, non risultati garantiti. Le relazioni sono comparative e dipendono da ipotesi ceteris paribus: non garantiscono un profitto e la scadenza non determina da sola una variazione sempre positiva del premio.
Prima della scadenza, il valore di mercato comprende anche valore temporale. Perciò una put può essere venduta o chiusa con profitto o perdita prima che il payoff finale sia determinato. L’esercizio anticipato è possibile solo per gli stili che lo consentono; assegnazione, automatic exercise e regolamento seguono le regole contrattuali e operative applicabili.
Per valutare una put occorre separare tre domande: quale diritto conferisce, quale payoff lordo produce alla scadenza e quale risultato netto resta dopo premio e costi. Questa separazione chiarisce perché una put può essere in-the-money senza aver recuperato il premio e perché una put venduta può generare obblighi ben superiori all’incasso iniziale.