Round Seed: Cos’è, Come Funziona e Strumenti per Startup

Per capitale seed si intendono le risorse raccolte da una startup nelle prime fasi; il round seed è l’operazione con cui le raccoglie. Il capitale può finanziare un passaggio concreto dell’attività, per esempio migliorare il prodotto, verificare l’interesse dei clienti o costruire il primo gruppo di lavoro. Il nome del round non determina da solo chi investe, quanto viene raccolto o quale contratto viene firmato.

Che cosa finanzia il capitale seed

Il capitale raccolto può sostenere sviluppo del prodotto, prototipi, prove sul mercato, acquisizione dei primi clienti e costi operativi necessari a raggiungere il traguardo successivo. L’uso effettivo delle risorse dipende dal progetto. Una startup che ha già un prodotto funzionante può impiegare il round per validare la domanda; un’altra può essere ancora impegnata nello sviluppo tecnico.

Il seed segue spesso una fase pre-seed e può precedere una Serie A, ma non esiste una sequenza obbligatoria o una soglia valida per tutte le imprese. Per capire il round occorre guardare al risultato che la società vuole ottenere con il capitale, oltre che al nome usato nella presentazione agli investitori.

Chi può partecipare

Tra i possibili investitori ci sono angel investor, fondi seed e altri soggetti che accettano il rischio di una società giovane. Le risorse possono arrivare anche dai fondatori o attraverso programmi di accelerazione e raccolte online, secondo le regole applicabili. Il venture capital è dunque un possibile canale, non il tratto che definisce il capitale seed.

Come può essere strutturato

In Italia la forma societaria conta: una S.r.l. raccoglie capitale con quote, non con azioni; una S.p.A. può emettere azioni e, alle condizioni previste dalla legge, obbligazioni convertibili in azioni. Una S.r.l. PMI può prevedere categorie di quote con diritti diversi. L’emissione di titoli di debito da parte di una S.r.l. segue invece le condizioni dell’articolo 2483 del codice civile e non equivale a presentare un’obbligazione convertibile come strumento disponibile per ogni startup. Nei modelli statunitensi si incontrano anche convertible note e SAFE: la prima è un prestito con termini di conversione, mentre la SAFE, nel modello originario, non è un prestito. La loro qualificazione e utilizzabilità in una società italiana vanno verificate nel caso concreto; il nome “seed” non le determina.

Quando entrano nuovi soci o maturano diritti alla futura partecipazione, i fondatori devono leggere l’effetto sul capitale sociale e sulle quote esistenti. La percentuale futura non si ricava dal nome del round: richiede i termini dell’accordo e una tabella aggiornata delle partecipazioni.