Un fondo seed è un investitore di venture capital che concentra almeno parte della propria strategia su startup nelle prime fasi di sviluppo. Il fondo è il soggetto che investe; il round seed è invece l’operazione con cui la startup raccoglie capitale. Un round può coinvolgere più investitori e può avvenire anche senza un fondo seed.
Quali attività può finanziare
Il capitale investito può servire a perfezionare il prodotto, verificare il mercato, acquisire i primi clienti o rafforzare il gruppo di lavoro. Il fondo valuta il progetto rispetto al proprio mandato, alle risorse che la startup chiede e ai risultati che intende raggiungere. Una società giovane può avere già un prototipo o trovarsi ancora in una fase di validazione: l’etichetta “seed” non impone lo stesso punto di partenza a tutte.
Strumenti e termini non sono predeterminati
Il fondo può investire nel capitale della società o valutare altri accordi, se compatibili con la forma societaria e la legge applicabile. In Italia una S.r.l. ha quote e una S.p.A. ha azioni; i titoli di debito della S.r.l. sono soggetti a condizioni specifiche. Un finanziamento con termini di conversione non coincide con un investimento immediato nel capitale: diritti, eventuale rimborso e conversione vanno letti nei documenti dell’operazione. Non è corretto definire i fondi seed come soggetti che sottoscrivono sempre obbligazioni convertibili o azioni privilegiate convertibili.
Prima di confrontare offerte di capitale, i fondatori possono considerare la quota ceduta o potenzialmente cedibile, i diritti di governance, il calendario di erogazione e gli obiettivi legati alle risorse. La valutazione non può basarsi soltanto sull’importo promesso. Un fondo pre-seed può avere un mandato diverso o in parte sovrapposto: la differenza effettiva emerge dalla strategia e dai singoli accordi.