Catch-up nei Mercati Azionari: Significato, Selezione e Limiti

Nel linguaggio di mercato, catch-up indica un recupero rispetto a un riferimento rimasto più avanti. Nel contesto azionario qui considerato descrive l’idea di selezionare titoli che hanno reso meno degli altri, nell’ipotesi che parte del ritardo possa essere recuperata. L’espressione, da sola, non identifica una regola universale di investimento né stabilisce quando o quanto dovrebbe avvenire il recupero.

Il punto delicato è distinguere una possibilità da una necessità. Un’azione che ha sottoperformato non è obbligata a tornare al rendimento medio del mercato: può recuperare, continuare a perdere terreno o non essere più confrontabile con il gruppo iniziale. Per valutare l’ipotesi bisogna specificare che cosa viene misurato e quale ragione renderebbe plausibile un cambiamento.

Dai perdenti passati a una regola di selezione

Una strategia basata sui precedenti perdenti ordina i titoli di un universo secondo il rendimento in un periodo di osservazione. La regola può acquistare quelli con risultati peggiori e ridurre o vendere quelli con risultati migliori. Ma restano da definire il benchmark, l’intervallo usato per il ranking, il periodo di detenzione e il ribilanciamento: cambiandoli si cambia anche la strategia sottoposta a verifica.

Un portafoglio long-only compra i titoli selezionati senza aprire necessariamente esposizioni ribassiste sui precedenti vincitori. Una costruzione long/short aggiunge una gamba corta, con rischi, costi e vincoli propri della vendita allo scoperto. Vendere un titolo già posseduto non equivale ad assumere quella posizione. Il nome catch-up non risolve queste scelte operative.

Mean reversion non significa convergenza garantita al mercato

La mean reversion è un’ipotesi sul comportamento di una variabile rispetto a un livello o a una relazione di riferimento. Prima di applicarla occorre chiarire se si parla di prezzo, rendimento, scarto relativo o valutazione. Qui la selezione confronta titoli diversi: non stima un processo di ritorno del prezzo del singolo titolo verso una propria media, né descrive il semplice reversal giornaliero di un grafico. Un recupero relativo non implica il recupero dell’intera perdita o la convergenza di ogni azione al rendimento dell’indice.

De Bondt e Thaler, nello studio del 1985, trovarono che i portafogli di precedenti perdenti superavano quelli dei precedenti vincitori nel disegno storico analizzato. Nell’esperimento principale la selezione usava i rendimenti cumulati, corretti per il mercato, dei 36 mesi precedenti; i risultati successivi venivano osservati per altri 36 mesi. Questo non rende qualunque ribasso recente una previsione di recupero. Il risultato riguarda gruppi e periodi definiti nello studio, non ogni singola impresa né il rendimento netto ottenibile oggi dopo i costi.

Anche la spiegazione dei profitti contrarian richiede cautela. Lo e MacKinlay mostrarono che i profitti di una particolare strategia contrarian possono dipendere anche da relazioni temporali fra titoli diversi, senza richiedere che i rendimenti del singolo titolo si invertano nel tempo. Osservare un risultato favorevole non basta quindi a identificare l’overreaction alle notizie come sua unica causa.

Un ritardatario può continuare a perdere

Consideriamo un esempio costruito, senza dividendi e costi. Un titolo scende da 100 a 70 mentre il benchmark sale da 100 a 110: è rimasto indietro. Se dopo l’acquisto a 70 il titolo scende a 63, la perdita dell’investitore è del 10%. Se nello stesso periodo il benchmark passa da 110 a 121, guadagna il 10%: il rendimento attivo del titolo è di −20 punti percentuali. Il precedente ritardo, in questo percorso possibile, non viene recuperato.

L’esempio non prevede che cosa accadrà al mercato: serve a mostrare perché una regola di selezione non garantisca l’esito. Per giudicare un eventuale catch-up vanno tenuti distinti il rendimento in capitale, quello rispetto al benchmark e il recupero rispetto al prezzo iniziale. Dopo una discesa da 100 a 70, tornare a 100 richiederebbe un rialzo di circa il 42,86%, non del 30%.

Il confine con contrarian e momentum

La strategia contrarian riguarda più in generale una tesi diversa dal consenso e può basarsi sui fondamentali, non soltanto sui rendimenti passati. Il momentum relativo seleziona invece i precedenti vincitori: gli studi discussi in quell’approfondimento documentano risultati di continuazione su detenzioni fra 3 e 12 mesi nei campioni esaminati. Il trend following riguarda ancora un’altra regola, sul percorso del singolo strumento. Universo, osservazione e detenzione impediscono di opporre genericamente una legge di recupero a una legge di continuazione.

Per usare l’idea di recupero in modo controllabile, la domanda utile non è soltanto «quanto è sceso?». Occorre chiedere rispetto a che cosa, per quali ragioni, con quale periodo di osservazione e quale esposizione successiva. Se il ritardo riflette un deterioramento duraturo, il semplice confronto con i vincitori non lo elimina. Il catch-up resta così un’ipotesi da verificare, distinta dalla certezza che un prezzo basso sia destinato a risalire.