Flipping nelle IPO: Cos’è, Come Funziona, Rischi e Regole

Nel contesto di un’IPO, flipping significa rivendere rapidamente sul mercato le azioni ricevute nell’offerta, spesso nei primi giorni di negoziazione. È una scelta di negoziazione del titolare delle azioni, distinta dall’assegnazione iniziale.

Perché si fa e quali rischi comporta?

Chi rivende subito può cercare di realizzare una differenza positiva tra prezzo d’offerta e prezzo di mercato. Questa differenza non è assicurata: il titolo può aprire o scendere sotto il prezzo d’offerta, e costi e liquidità incidono sul risultato effettivo. Anche una forte domanda nell’offerta non elimina il rischio di perdita dopo la quotazione.

Flipping, lock-up e regole di allocazione

Il bollettino SEC chiarisce che, nel diritto federale statunitense, il flipping da solo non è vietato. Gli intermediari possono tuttavia tener conto di precedenti rivendite rapide nelle proprie politiche di allocazione. Un accordo di lock-up può limitare per un periodo la vendita di azioni detenute da alcuni soci preesistenti; non si applica automaticamente a ogni investitore che riceve azioni nell’IPO.

Il flipping riguarda la scelta di rivendere azioni già assegnate. È diverso dal laddering: nelle contestazioni statunitensi questo termine riguarda l’allocazione legata a successivi acquisti sul mercato, mentre la disciplina europea lo usa per un diverso incentivo sulle commissioni. La distinzione conta perché la rivendita rapida, di per sé, non prova un accordo illecito sull’assegnazione.