Il corso super secco è una configurazione usata per separare dal prezzo le componenti di reddito maturate, inclusa — quando applicabile — la quota dello scarto di emissione. Non va confuso con il clean price: il corso secco esclude il rateo cedolare; il super secco effettua un’ulteriore rettifica prevista dal metodo fiscale o operativo applicato.
In forma schematica:
Corso super secco = corso secco − quota maturata dello scarto di emissione
La quota maturata non deve essere sempre stimata linearmente. Va determinata secondo caratteristiche del titolo e regole fiscali applicabili. Un esempio puramente lineare — emissione 90, rimborso 100, durata 10 anni, cinque anni trascorsi — produce quota 5 e, con clean price 98, super secco 93. È un’illustrazione, non una regola di calcolo universale.
Correzioni rispetto al testo storico
Lo scarto non è un rendimento “certo”: resta subordinato al rimborso dell’emittente. Il pull-to-par non è incorporato automaticamente nel corso secco come componente separabile; il prezzo riflette l’intero set di tassi, spread e flussi. Il super secco non è uno “strumento definitivo” di valutazione economica, ma una configurazione utile soprattutto nella separazione fiscale tra redditi di capitale e redditi diversi.
Il trattamento concreto dipende da strumento, prezzo di emissione, valore di rimborso, data di acquisto, regime dell’investitore e normativa vigente. Per calcoli fiscali operativi serve la documentazione dell’intermediario.
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Fonti: Agenzia delle Entrate, Risposta n. 67 del 3 febbraio 2022; TUIR, art. 44; D.Lgs. 461/1997; regolamento/final terms del titolo.