Rapporto Fondamentale: La Relazione Sottostante al Titolo

Il rapporto fondamentale è la relazione causale che spiega l’emissione del titolo di credito fra le parti interessate. Per individuarlo occorre risalire all’operazione sottostante: quale rapporto ha giustificato il rilascio del documento e quale posizione obbligatoria ne deriva.

Il contenuto di questa relazione dipende dall’operazione: può comprendere più obblighi e prestazioni. Individuarla significa ricostruire quel collegamento causale, senza imporre una sequenza temporale unica a ogni titolo.

Il contratto originario e il titolo sono due piani di lettura

L’accordo e le sue vicende consentono di ricostruire la relazione sottostante; il titolo serve invece a esaminare la pretesa cartolare. Le due analisi possono riguardare le stesse persone e la stessa operazione economica, ma rispondono a domande diverse.

La distinzione serve, ad esempio, a comprendere perché una contestazione sull’operazione originaria debba essere identificata prima di stabilire quale rilievo abbia sulla richiesta di pagamento. Non basta osservare che esiste un documento, né basta dichiarare che il contratto è contestato: occorre mettere in relazione la specifica difesa con la pretesa concretamente esercitata.

Allo stesso modo, dal solo rilascio del titolo non si può dedurre che ogni questione del rapporto fondamentale sia stata definitivamente regolata. Se si vuole sostenere un effetto di estinzione o sostituzione dell’obbligazione, bisogna verificarne separatamente i presupposti. La parola “fondamentale” non li stabilisce e l’ordine temporale degli eventi non li dimostra da solo.

Perché conta chi richiede la prestazione

Nella ricostruzione dottrinale, tra le parti dirette le difese fondate sul rapporto fondamentale possono, di regola, essere fatte valere contro la pretesa cartolare: la distinzione dei due rapporti non rende irrilevanti gli accordi originari tra chi vi ha partecipato. Nei confronti di un successivo acquirente del titolo, invece, occorre valutare la posizione di quel soggetto e i limiti previsti dalla disciplina applicabile; non basta trasferire automaticamente ogni difesa relativa al precedente rapporto.

Il caso cambiario richiamato nella spiegazione dei titoli astratti mostra perché la posizione del soggetto che domanda la prestazione conti nella valutazione delle difese: il problema non si risolve con la sola etichetta del titolo.

Il risultato di un singolo caso non autorizza una regola indifferenziata per tutti i titoli. Per stabilire se una determinata contestazione sia opponibile occorrono la disciplina dello strumento, il rapporto cui la contestazione si riferisce e la posizione del portatore. Sono questi elementi a impedire sia l’automatismo “il titolo cancella il contratto”, sia quello opposto “ogni difesa contrattuale segue il titolo contro chiunque”.

Il rapporto fondamentale conserva quindi una propria funzione nell’analisi: spiega la causa e consente di individuare le vicende dell’operazione originaria. Tenerlo distinto dal rapporto cartolare permette di formulare la domanda corretta sulla loro interazione, invece di dare per risolta la questione già nella definizione.