Una Floating Rate Note (FRN) è una nota di debito con cedola periodicamente ricalcolata, normalmente come benchmark più quoted margin. “FRN” non è sinonimo perfetto di qualsiasi bond variabile: strutture inverse, inflation-linked o con payoff esotico richiedono una classificazione separata.
Term sheet e cash flow
Il contratto identifica nominale, benchmark, tenor, spread, floor, date di osservazione/reset/pagamento, day-count, business-day convention e fallback. Interesse = nominale × tasso applicabile × year fraction. Per RFR compounded in arrears, il tasso del periodo deriva dalla capitalizzazione delle osservazioni overnight secondo la convenzione contrattuale.
Quoted margin e discount margin
Il quoted margin è fisso e contrattuale. Il discount margin è una misura valutativa: si cerca il margine DM che, aggiunto ai tassi forward o alla curva di sconto secondo il modello adottato, eguaglia prezzo e valore attuale dei flussi attesi. Non è osservato direttamente e cambia con prezzo, curva, credito, liquidità e ipotesi. Non va confuso con z-spread senza dichiarare metodologia.
Perché il prezzo devia dalla pari
Dopo l’emissione il margine richiesto può divergere dal quoted margin. Se il mercato richiede più spread, il prezzo scende; se ne richiede meno, sale, salvo call o altre opzioni. Tra due reset esiste inoltre rischio di tasso residuo. Il ritorno alla pari al reset è un caso limite, non una legge.
Uso operativo
Per relative value confrontare discount margin coerenti per curva, valuta, seniority e liquidità. Controllare clean/dirty price, rate forecast, recovery assumption e callability. Un DM elevato può compensare rischio maggiore oppure riflettere un prezzo distorto: non è da solo un segnale di valore.
Collegamenti interni
- Obbligazioni a tasso variabile
- Duration dei titoli a tasso variabile
- Spread duration
- Floater con cap e floor