Un’opzione è in-the-money (ITM) quando il suo esercizio immediato avrebbe un valore intrinseco positivo. Per una call ciò accade se il prezzo del sottostante supera lo strike; per una put, se scende sotto lo strike. La distinzione descrive il rapporto tra prezzo di mercato e prezzo di esercizio: da sola non dice se chi ha comprato l’opzione sia in profitto, né se convenga esercitarla.
La condizione ITM per call e put
Indichiamo con S il prezzo del sottostante e con K lo strike. Una call attribuisce al compratore il diritto di acquistare a K; è quindi ITM quando S > K. Una put attribuisce il diritto di vendere a K; è ITM quando S < K. Quando S = K, entrambe sono at-the-money (ATM), prima di considerare convenzioni di mercato, tick e arrotondamenti.
Queste condizioni non dipendono dal prezzo pagato per il contratto. Dipendono dal confronto tra sottostante e strike. Perciò una call può essere ITM e tuttavia non aver ancora recuperato il premio versato; allo stesso modo, una put ITM non garantisce un risultato netto positivo.
Valore intrinseco: un pavimento teorico, non il profitto
Alla scadenza, il payoff lordo di una call è il maggiore tra zero e la differenza S − K. Per una put è il maggiore tra zero e K − S. Il valore intrinseco misura questa componente positiva, senza includere il premio iniziale, commissioni, spread, imposte o costi di finanziamento.
Contratto |
Condizione ITM |
Valore intrinseco |
Condizione OTM |
|---|---|---|---|
Call |
S > K |
max(S − K, 0) |
S < K |
Put |
S < K |
max(K − S, 0) |
S > K |
Un’opzione OTM non ha valore intrinseco negativo: il suo valore intrinseco è zero. Può però conservare valore di mercato prima della scadenza, perché restano tempo e incertezza sul prezzo futuro. La parte del premio che eccede il valore intrinseco è detta valore estrinseco; dipende, tra l’altro, dal tempo residuo, dalla volatilità attesa e dalle condizioni di mercato.
ITM non significa “in profitto”
Per misurare il risultato economico di una posizione lunga occorre confrontare il valore dell’opzione o il payoff ricevuto con il premio pagato e con gli altri costi. Una call comprata per 8 euro con valore intrinseco pari a 5 euro è ITM, ma il suo valore intrinseco non ha compensato da solo il premio. Prima della scadenza, inoltre, vendere l’opzione può restituire anche valore estrinseco residuo; esercitarla può invece sacrificarlo. La scelta dipende dalle condizioni del contratto, dalla liquidità, dai costi e dall’eventuale esposizione che si vuole ottenere sul sottostante.
Anche alla scadenza, la soglia di pareggio di una posizione lunga non coincide in genere con lo strike. In una call acquistata, il pareggio lordo dei costi è lo strike più il premio pagato; in una put acquistata è lo strike meno il premio. Queste soglie vanno adattate a moltiplicatore, quantità, commissioni e struttura effettiva del contratto. Essere ITM identifica il payoff positivo rispetto allo strike, non il profitto netto dell’operazione.
Quanto conta il tempo e come cambia l’esercizio
Prima della scadenza, il prezzo di un’opzione può includere una componente temporale. In prossimità dell’ATM, movimenti relativamente piccoli del sottostante possono cambiare la classificazione; lontano dalla scadenza, il mercato può attribuire un valore significativo alla possibilità che il contratto diventi più favorevole. Un’opzione profondamente ITM tende ad avere una quota intrinseca maggiore, ma non è corretto dedurne che il suo valore temporale sia sempre nullo o che si muova esattamente come il sottostante.
La moneyness è distinta dallo stile di esercizio. Un’opzione americana può essere esercitata nei momenti consentiti dal contratto fino alla scadenza; una europea, solo alla data prevista. Il fatto che una posizione sia ITM non rende automaticamente conveniente esercitarla: vanno confrontati valore di mercato, eventuale valore estrinseco residuo, costi e conseguenze della consegna o del regolamento. Le convenzioni operative dipendono anche dal mercato e dalle specifiche del contratto.
Usare la classificazione senza confonderla con una previsione
ITM, ATM e OTM sono etichette istantanee, riferite a un determinato sottostante, strike e momento di osservazione. Non sono previsioni sulla direzione futura e non misurano da sole la probabilità di profitto. Il delta può essere usato, in alcuni modelli e con ipotesi definite, come proxy della probabilità di scadenza ITM; non è la probabilità di profitto netto e non coincide con una probabilità universale. La probabilità che un’opzione scada ITM dipende dalla distribuzione dei prezzi, dall’orizzonte, dalla volatilità e dalle ipotesi del modello; la probabilità di chiudere in utile dipende anche dal prezzo pagato e dai costi.
Una straddle ATM, per esempio, abbina una call e una put con strike vicino al prezzo corrente: è una strategia distinta, con due premi e propri break-even, non una singola opzione ATM. In prossimità della scadenza, il valore estrinseco può erodersi rapidamente (theta), ma la misura quantitativa di questa sensibilità appartiene al tema specialistico delle greche. In pratica, leggere la moneyness serve a capire quale diritto economico è già incorporato nel contratto e quanto il payoff dipenderebbe da un ulteriore movimento del sottostante. Per valutare una posizione occorre poi passare dal semplice confronto S/K al valore complessivo del premio, al tempo residuo, alle condizioni di esercizio e all’esposizione che si avrebbe dopo l’esercizio.