Un bull steepener si verifica quando i rendimenti scendono e il calo sulle scadenze brevi è più ampio di quello sulle scadenze lunghe. Se lo spread è definito come rendimento lungo meno rendimento breve, il differenziale aumenta: la curva si irripidisce mentre i tassi diminuiscono. “Bull” descrive il rialzo dei prezzi obbligazionari associato, a parità delle altre condizioni, alla discesa dei rendimenti; non significa che ogni titolo guadagni allo stesso modo né che la ripresa economica sia già iniziata.
Come riconoscere il movimento
Indichiamo con yL il rendimento lungo, con yS quello breve e definiamo lo spread S = yL − yS. Nel bull steepener entrambe le variazioni sono negative, ma quella del breve è più negativa: ΔyS < ΔyL < 0. Perciò ΔS = ΔyL − ΔyS > 0. Lo spread si amplia anche nel bear steepener, ma lì entrambi i rendimenti salgono e il lungo aumenta di più: è la direzione dei tassi, non quella dello spread, a distinguere i due scenari. Si veda anche il meccanismo del bear steepener.
Supponiamo che il rendimento a due anni scenda dal 4,00% al 2,50%, mentre quello a dieci anni passi dal 4,50% al 4,00%. Il breve cala di 150 punti base e il lungo di 50. Lo spread lungo-breve passa da 50 a 150 punti base: aumenta di 100 punti base perché il rendimento breve è sceso più del lungo.
Scadenza |
Prima |
Dopo |
Variazione |
|---|---|---|---|
2 anni |
4,00% |
2,50% |
−150 punti base |
10 anni |
4,50% |
4,00% |
−50 punti base |
Spread 10–2 anni |
+50 punti base |
+150 punti base |
+100 punti base |
Conta anche il livello iniziale. Se la curva parte da uno spread di −80 punti base e questo aumenta di 50, il valore finale è −30: la curva si è irripidita, ma resta invertita. “Steepener” descrive il cambiamento; una curva ripida descrive invece una configurazione. La distinzione evita di confondere un movimento con il livello raggiunto.
Tagli attesi non equivalgono a ripresa
Il tratto breve può scendere quando il mercato rivede al ribasso il percorso atteso dei tassi ufficiali. Questa revisione può precedere una decisione della banca centrale, ma può anche riflettere dati o informazioni nuove senza che un taglio sia già stato deliberato. Il lungo può reagire meno perché incorpora un orizzonte diverso e componenti ulteriori, tra cui il premio richiesto per detenere titoli a lunga scadenza. La Federal Reserve Bank di New York distingue il percorso atteso dei tassi brevi dal premio a termine, ma osservare due rendimenti non basta a separare quantitativamente i contributi. Per l’inquadramento generale si può consultare la guida alla struttura a termine.
Un allentamento atteso può accompagnare un’economia in rallentamento. L’uscita da una curva invertita attraverso la discesa del breve, quindi, non prova da sola che la recessione sia terminata. Il segnale sui tassi e quello sull’attività possono avere tempi diversi; la forma della curva va letta insieme agli altri dati, non come previsione certa di una svolta.
Neppure il maggior spread determina automaticamente un miglioramento del margine bancario. Possono diminuire il costo delle passività e, nello stesso tempo, il rendimento delle attività; contano anche le date di riprezzamento, le coperture e le perdite su crediti. Per gli investitori non segue una superiorità automatica delle obbligazioni brevi: prezzo e rendimento complessivo dipendono dalla sensibilità dei singoli strumenti e dagli altri flussi e rischi.
La sensibilità può rovesciare l’intuizione
Una prima approssimazione della variazione di prezzo è ΔP/P ≈ −Dmod × Δy. Usando i movimenti dell’esempio e duration modificate ipotetiche di 1,9 per il titolo breve e 8 per quello lungo, la stima lineare è +2,85% per il breve e +4,00% per il lungo. Il breve ha beneficiato del calo di rendimento più ampio, ma il lungo ha reagito maggiormente a ciascun punto base per via della duration più elevata.
Titolo ipotetico |
Duration modificata |
Calo del rendimento |
Stima lineare del prezzo |
|---|---|---|---|
Breve |
1,9 |
150 punti base |
+2,85% |
Lungo |
8 |
50 punti base |
+4,00% |
È un controesempio, non una regola secondo cui il lungo vince sempre. Il risultato cambia con duration, cedole, opzioni e ampiezza degli shock. Inoltre 150 punti base sono un movimento ampio: l’approssimazione non include convexity, cedole, reinvestimento e costi e va sostituita, per una stima puntuale, con la rivalutazione dei flussi. La guida del CFA Institute su duration e convexity tratta la differenza fra sensibilità lineare e risposta effettiva del prezzo.
Una posizione sulla pendenza ha due gambe
Un’operazione che cerca di beneficiare del bull steepener può essere costruita con un’esposizione lunga sul tratto breve e una corta sul tratto lungo. Nel caso illustrativo, se ciascuna gamba ha un DV01 in valore assoluto di 100 euro per punto base, il calo di 150 punti base sul breve produce un guadagno lineare di circa 15.000 euro; la posizione corta sul lungo perde circa 5.000 euro quando il rendimento lungo scende di 50 punti base. Il saldo teorico è +10.000 euro prima di costi e variazioni delle sensibilità. La guida CME alla misurazione del rischio sui Treasury aiuta a inquadrare il dimensionamento in termini di sensibilità monetaria, non soltanto di nominale. Per la definizione del DV01 si può consultare l’approfondimento dedicato.
Quel saldo vale solo nello scenario e nell’approssimazione dichiarati: non è una previsione né un risultato eseguibile senza specificare strumenti e condizioni. Se i rendimenti si muovono diversamente, la posizione può perdere; carry, finanziamento, basis e variazioni del DV01 cambiano il risultato anche quando la direzione generale è corretta. Una tesi sulla pendenza, una struttura di posizione e la performance realizzata sono tre cose distinte. Prima di collegarle occorre stabilire quali nodi della curva si stanno coprendo, con quali sensibilità e quali rischi restano fuori dalle due gambe.