La clausola di Equity Cure permette agli azionisti di immettere nuova liquidità nell’azienda sotto forma di capitale proprio (o debito subordinato) per “curare” (sanare) retroattivamente il mancato rispetto di un parametro finanziario, come il rapporto tra Debito Netto ed EBITDA.
1. Meccanismo di Funzionamento
Quando un’azienda verifica di aver superato i limiti imposti dai covenant (ad esempio, il debito è diventato troppo alto rispetto ai flussi di cassa), la clausola si attiva secondo questi passaggi:
- Iniezione di Capitale: Gli azionisti versano nuova liquidità nelle casse della società.
- Ricalcolo dei Parametri: La somma iniettata viene aggiunta convenzionalmente all’EBITDA del periodo in esame (o sottratta dal debito netto), migliorando artificialmente il rapporto finanziario.
- Sanatoria del Default: Una volta che il parametro rientra nei limiti pattuiti grazie a questo apporto, la violazione viene considerata “curata” come se non fosse mai avvenuta, evitando che la banca richieda il rientro immediato del prestito.
2. Tipologie di Cure: EBITDA vs Debt Clear
A seconda degli accordi con i creditori, l’equity cure può essere applicata in due modi:
- EBITDA Cure: La nuova liquidità viene sommata all’EBITDA del periodo. È la forma più vantaggiosa per l’azienda, poiché l’effetto positivo sul calcolo del covenant può durare per i successivi tre o quattro periodi di rilevazione (effetto “rolling”).
- Debt Clear: La liquidità deve essere utilizzata obbligatoriamente per rimborsare parte del debito esistente. In questo caso, il miglioramento del covenant deriva dalla riduzione del numeratore (il debito) anziché dall’incremento del denominatore (EBITDA).
3. Limiti e Restrizioni (Covenant Protection)
Per evitare che gli azionisti abusino di questa clausola per mascherare crisi strutturali, i creditori impongono solitamente dei limiti rigorosi:
- Frequenza: La clausola non può essere usata illimitatamente (es. massimo 2 volte in 4 anni).
- Continuità: Spesso è vietato utilizzare l’equity cure per due periodi di rilevazione consecutivi (no consecutive cures).
- Soglia di Importo: L’apporto di capitale deve essere limitato alla somma strettamente necessaria per sanare la violazione (over-cure protection).
4. Rappresentazione Matematica dell’Effetto
Se il covenant pattuito è Debito/EBITDA≤3.5, e a fine anno l’EBITDA scende portando il rapporto a 4.0, l’apporto di Equity (EC) agisce così:
$$\text{Rapporto Curato} = \frac{\text{Debito}}{\text{EBITDA} + EC} \leq 3.5$$
5. Vantaggi per le Parti
Sebbene sembri una concessione unilaterale, l’equity cure offre benefici a entrambi i soggetti:
- Per l’Azienda/Azionisti: Permette di mantenere il controllo durante shock temporanei senza dover rinegoziare il debito in condizioni di debolezza.
- Per i Creditori: Assicura che gli azionisti abbiano “skin in the game” e siano disposti a supportare finanziariamente l’azienda, riducendo il rischio di perdita del credito.
Conclusioni
L’Equity Cure è uno strumento di flessibilità indispensabile nella finanza moderna. Tuttavia, analisti e creditori devono prestare attenzione: una “cura” eccessiva dell’EBITDA può nascondere una reale incapacità dell’azienda di generare cassa, rimandando semplicemente il manifestarsi di una crisi di insolvenza più profonda.