Derivati sui Tassi di Interesse: Cosa Sono, Tipologie e Copertura

I derivati sui tassi di interesse sono contratti il cui valore o i cui flussi dipendono da tassi, indici, curve o aspettative di mercato. Possono servire a ridurre un’esposizione ai tassi oppure ad assumerne una; il loro effetto dipende dalla struttura e dal portafoglio in cui vengono inseriti. Non sono intercambiabili: swap, futures e opzioni trasferiscono rischi in modi diversi e richiedono letture specifiche.

Tre famiglie, tre profili di esposizione

  • Swap: due controparti scambiano flussi secondo parametri contrattuali. In un comune IRS una parte paga fisso e riceve variabile, l’altra fa il contrario; nozionale, indice, calendario e scadenze definiscono i flussi. La guida ai contratti swap approfondisce struttura, valutazione e rischi.
  • Futures su tassi: contratti standardizzati negoziati su una sede di mercato, con regole di margine e regolamento proprie. Il valore e la sensibilità dipendono dal contratto e, per i futures su titoli, anche dalle convenzioni di consegna.
  • Opzioni sui tassi: attribuiscono un diritto, ma non l’obbligo, di assumere una posizione o ricevere un payoff se si verificano determinate condizioni. Il premio, la volatilità e le caratteristiche dell’opzione incidono sul costo e sul comportamento del payoff.

Questa distinzione è essenziale: uno swap crea impegni bilaterali di flusso; un future standardizzato comporta margini e regolamenti secondo le regole della sede; un’opzione incorpora un payoff asimmetrico e un premio. Per i futures e le opzioni valgono le rispettive guide specialistiche: questo articolo si limita a orientare tra gli strumenti.

Che cosa si può coprire

Un investitore con obbligazioni a tasso fisso può usare derivati per modificare la sensibilità del portafoglio ai movimenti dei tassi, ma non esiste una conversione perfetta ottenuta scegliendo un solo strumento. Un’impresa con un finanziamento variabile può valutare uno swap per rendere più prevedibile una parte del costo; per esempio, pagando fisso e ricevendo variabile in un IRS allineato per indice e date di reset, può compensare parte della cedola variabile. In alternativa, acquistare un cap può fissare un tetto al tasso oltre lo strike, a fronte del premio: il primo profilo mira a rendere più stabile il costo, il secondo limita gli aumenti senza eliminare le variazioni sotto la soglia. Il risultato dipende dall’allineamento con l’esposizione effettiva e può lasciare basis risk.

La duration riassume una parte della sensibilità del prezzo ai tassi, ma non coincide con ogni rischio di curva. Due strumenti con duration simile possono reagire in modo diverso a movimenti non paralleli, a variazioni del basis o a cambiamenti della volatilità. Una copertura dimensionata soltanto sul nozionale o su una duration approssimativa può quindi lasciare un residuo rilevante.

Copertura e speculazione non sono la stessa decisione

La stessa posizione può ridurre un rischio esistente oppure aumentarne uno, a seconda di ciò che il portafoglio contiene già. Prima di scegliere il derivato occorre specificare quale variabile si vuole stabilizzare, quale perdita si vuole limitare, per quanto tempo e con quale tolleranza per i flussi di cassa di margine. Una copertura può ridurre l’incertezza rispetto a un rischio identificato senza garantire un risparmio o un profitto; la speculazione assume deliberatamente una sensibilità di mercato senza un’esposizione sottostante equivalente.

Rischi e costi da includere nella valutazione

Vanno considerati rischio di mercato, basis risk, disallineamento tra indice e attività coperta, rischio di controparte per le strutture bilaterali, margini e collateral, liquidità in caso di chiusura anticipata e rischio operativo. Futures e contratti cleared possono richiedere liquidità per i margini anche quando la copertura economica resta valida; le opzioni possono avere un premio iniziale e perdere valore temporale. Il costo complessivo non è deducibile dalla sola forma del contratto e non è corretto descrivere i derivati sui tassi in generale come strumenti “a basso costo”.

La scelta corretta parte dall’esposizione e dal payoff, non dall’etichetta dello strumento: identificare le gambe, simulare scenari di tasso e di basis, confrontare i flussi attesi con quelli della posizione coperta e verificare i requisiti di collateral aiuta a capire se la riduzione di rischio è reale o se si sta soltanto spostando il rischio altrove.