Gli investimenti early stage riguardano imprese ancora nelle prime fasi del loro percorso. Per l’investitore significa finanziare un progetto quando molte informazioni sulla domanda, sui costi e sulla crescita futura sono ancora da verificare. Nel linguaggio dei round si parla spesso di pre-seed, seed e, secondo il contesto, fasi successive. Le classificazioni statistiche europee possono usare “seed” per lo sviluppo iniziale del concetto e “start-up” per lo sviluppo del prodotto e il primo marketing: non coincidono necessariamente con i nomi dei round. Nessuna delle due classificazioni identifica uno strumento finanziario unico.
Che cosa finanzia l’investitore
Le risorse possono aiutare a formare il gruppo, completare un prodotto, verificarne la fattibilità o raggiungere i primi clienti. L’obiettivo concreto cambia con la maturità dell’impresa. Un investitore cerca quindi di capire quale ipotesi verrà testata con il capitale e quali risultati permetteranno di valutare il passo seguente.
Chi investe nelle prime fasi
Tra i soggetti possibili ci sono angel investor e fondi di venture capital specializzati, oltre ad altri investitori ammessi dalla struttura dell’operazione. Un fondo seed è una tipologia di investitore early stage, non la definizione di tutti gli investimenti di questa categoria. I diversi soggetti possono avere risorse, vincoli e orizzonti differenti.
Come leggere il rischio
Rispetto a un investimento in un’impresa già matura, nelle fasi iniziali l’incertezza sulla fattibilità è spesso maggiore: mancano dati storici per stimare tempi e risultati, il capitale può essere perso e la partecipazione può essere poco liquidabile. Non segue che ogni investimento early stage sia “il più rischioso” in assoluto. Il rischio dipende anche dal prodotto, dal mercato, dalla situazione finanziaria, dal prezzo pagato, dai diritti acquisiti e dalla capacità della società di raccogliere ulteriori risorse.
Per valutare un’operazione servono quindi il piano di impiego del capitale, i risultati già osservati e i termini del contratto. L’etichetta della fase aiuta a orientarsi, ma non sostituisce l’analisi dell’impresa e dell’investimento specifico.