I derivati OTC (Over-the-Counter) sono strumenti finanziari scambiati direttamente tra due parti, al di fuori dei mercati regolamentati (borse valori). La loro caratteristica distintiva è l’assenza di uno standard predefinito: ogni elemento del contratto — dalla scadenza al valore nozionale, fino alla tipologia di sottostante — può essere personalizzato “su misura” per rispondere alle specifiche esigenze di gestione del rischio delle controparti.
1. La Struttura Bilaterale e il Ruolo dei Market Maker
Nei derivati OTC, la transazione avviene su base bilaterale. Tipicamente, la controparte di un’azienda o di un investitore istituzionale è una grande banca d’investimento che agisce come Market Maker.
In questo scenario, è assente una Controparte Centrale (CCP) che si interponga tra i contraenti. Il contratto rimane un impegno diretto tra le due istituzioni per tutta la sua durata. Questo permette una libertà negoziale assoluta, ma richiede una fiducia solida nella solvibilità del partner contrattuale.
2. L’Esposizione al Rischio di Controparte
Il principale punto critico dei derivati OTC è il rischio di controparte (o rischio di credito). Poiché non esiste una cassa di compensazione che garantisce l’esecuzione del contratto, se la banca d’investimento o il cliente dovessero fallire, l’altra parte rischierebbe di non incassare i profitti maturati sul derivato.
Per mitigare questa minaccia, gli operatori utilizzano strumenti di tutela legali e operativi:
- ISDA Master Agreement: Un contratto quadro internazionale che definisce le regole legali della relazione.
- Collateral Support Annex (CSA): Un accordo che obbliga le parti a versare un collaterale (denaro o titoli) a garanzia delle posizioni aperte.
3. Valutazione e Liquidità
A differenza dei derivati quotati, dove il prezzo è pubblico e aggiornato in tempo reale dalla borsa, i derivati OTC sono più difficili da valutare. Il loro valore viene calcolato attraverso modelli matematici complessi (Mark-to-Model). Inoltre, essendo contratti personalizzati, sono meno liquidi: non è sempre facile “uscire” dalla posizione vendendola a terzi, e spesso l’unica opzione è rinegoziare la chiusura anticipata con la controparte originale.
$$\text{Rischio di Credito OTC} = \text{max}(0, \text{Valore di Mercato del Derivato}) \times \text{Probabilità di Default}$$
4. Confronto tra OTC e Mercati Regolamentati
| Caratteristica | Derivati OTC | Derivati Exchange-Traded |
|---|---|---|
| Personalizzazione | Totale (Tailor-made) | Nulla (Standardizzati) |
| Garanzia | Assente (Rischio Bilaterale) | Presente (Clearing House) |
| Accessibilità | Riservata a istituzionali/aziende | Aperta a tutti (Retail compreso) |
| Trasparenza | Privata / Bilaterale | Pubblica e Trasparente |
Conclusioni
In sintesi, i derivati OTC sono strumenti indispensabili per le grandi aziende che devono coprire rischi specifici (come il rischio di cambio su una commessa pluriennale o tassi di interesse su prestiti complessi). Tuttavia, la mancanza di una camera di compensazione centrale rende la gestione del collateral management e il monitoraggio costante della solidità della controparte attività fondamentali per evitare che la flessibilità di questi strumenti si trasformi in una pericolosa esposizione sistemica.