L’indicatore sintetico di rischio del KID PRIIPs è lo SRI, Summary Risk Indicator. Esprime il livello sintetico di rischio del prodotto su una scala da 1 a 7. Per leggerlo bene servono anche la spiegazione che accompagna il numero, il periodo di detenzione raccomandato e le avvertenze: una classificazione comprime informazioni diverse, senza esaurirle.
La denominazione italiana può essere richiamata anche con la sigla ISR. Conta però il modello del documento: lo SRI del KID PRIIPs va distinto dallo SRRI del KIID storico. Nell’informativa europea per gli OICVM, compresi gli ETF armonizzati, offerti agli investitori al dettaglio, il passaggio al KID PRIIPs decorre dal 1° gennaio 2023. Il perimetro riguarda i prodotti soggetti a quel regime, non qualunque investimento e non il profilo personale di chi investe.
Che cosa significa la scala da 1 a 7
Il modello di presentazione colloca 1 al livello più basso e 7 a quello più alto. Nel modello del KID la classe 3 è descritta come medio-bassa, la 4 come media e la 6 come la seconda più elevata. Il 3 non è il punto centrale della scala e il 6 non è il suo estremo massimo.
Sono categorie ordinate, non percentuali: classe 4 non significa una perdita massima del 4%, né una probabilità del 4% di perdere denaro. Non significa neppure che il rischio sia esattamente doppio rispetto alla classe 2. Il valore più basso non costituisce una garanzia del capitale o la promessa di un rendimento positivo.
Due prodotti nella stessa classe possono avere esposizioni, strutture contrattuali e condizioni di rimborso differenti. Il numero aiuta a confrontarli, ma la breve spiegazione del produttore serve a capire quali rischi prevalgano nel singolo caso.
Rischio di mercato e rischio di credito
La metodologia PRIIPs combina una componente di rischio di mercato, indicata come MRM, e una componente di rischio di credito, CRM, secondo le regole applicabili. La prima riguarda il rischio di variazione del valore del prodotto; la seconda considera il rischio legato ai soggetti tenuti a effettuare i pagamenti e, dove previsto, alle esposizioni sottostanti. È quindi scorretto descrivere lo SRI come un indicatore che esclude per definizione il credito.
La combinazione segue una matrice regolamentare, non la media aritmetica dei due numeri. Anche per un fondo OICVM non si deve presumere automaticamente un CRM pari a 1: la metodologia distingue il veicolo e le esposizioni per le quali è richiesta una valutazione. L’effetto finale dipende dalle regole previste e non dal solo nome del prodotto.
Il calcolo della componente di mercato distingue categorie di prodotti e può utilizzare misure come il VaR e la volatilità equivalente al VaR, VEV, con procedure specifiche. Non si ricava universalmente applicando una deviazione standard storica alla vecchia tabella SRRI. Per questo una volatilità osservata dell’8%, da sola, non permette di assegnare una classe SRI.
Classe 4: perché il tipo di fondo non basta
Un fondo bilanciato, multiasset o high yield non riceve automaticamente classe 4. Lo stesso vale per le associazioni fra obbligazionario investment grade e classe 3, o fra fondo azionario e classe 6 o 7. Composizione, strumenti, struttura, termini e metodologia rilevano attraverso il prodotto concreto; le etichette commerciali non sostituiscono il KID.
La domanda utile è quale rischio quel numero riassuma e quali informazioni lasci da leggere separatamente. Se invece il documento riporta uno SRRI 4, si sta osservando la classificazione del KIID storico: la relativa fascia di volatilità non va importata nello SRI 4. Il confronto fra i due regimi serve a evitare questa conversione impropria, non a costruire un’equivalenza fra classi.
Orizzonte, liquidità e uscita anticipata
Lo SRI va letto insieme al periodo di detenzione raccomandato e alle condizioni del prodotto. Questo periodo non coincide necessariamente con una scadenza contrattuale o con un termine minimo durante il quale sia impossibile chiedere il rimborso. Uscire prima può però esporre a costi, condizioni di prezzo o rischi diversi da quelli che il lettore immagina guardando soltanto il numero.
Il KID prevede avvertenze sulla liquidità, sulle possibili perdite e sulle condizioni di uscita applicabili. Una classe contenuta non prova che esista sempre un compratore sul mercato o che il capitale possa essere recuperato immediatamente. Anche protezioni e garanzie vanno lette nelle loro condizioni effettive, comprese eventuali limitazioni temporali.
Il cambio richiede una distinzione ulteriore
Le esposizioni valutarie degli attivi possono incidere sul valore del prodotto. Un’altra questione è la differenza fra la valuta in cui il prodotto è denominato e quella dello Stato membro nel quale è commercializzato. L’avvertenza PRIIPs sul cambio riguarda questa seconda relazione e la valuta dei pagamenti. Il modello del KID precisa che questo specifico rischio di cambio non è considerato nell’indicatore sintetico.
Per esempio, per un prodotto denominato in dollari commercializzato in Italia è prevista l’avvertenza relativa al cambio con l’euro. Questo rischio indicato separatamente non va confuso con ogni possibile effetto valutario degli strumenti sottostanti. La lettura deve quindi tenere distinti valuta del prodotto, esposizioni e avvertenze, evitando di affermare che tutti i rischi di cambio siano sempre inclusi oppure sempre esclusi.
Indicatore del prodotto e profilo dell’investitore
Espressioni come “profilo di rischio da 1 a 7” possono creare confusione. Lo SRI classifica il prodotto. Nella valutazione di adeguatezza relativa a consulenza e gestione di portafogli, il quadro MiFID considera invece conoscenze ed esperienza, situazione finanziaria e capacità di sostenere perdite, obiettivi e tolleranza al rischio del cliente. Il numero del KID non svolge da solo quella valutazione.
Un intermediario può usare una propria scala per rappresentare il profilo del cliente: ciò non rende quel punteggio la classe SRI del cliente. Sapere che un prodotto è in classe 4 non basta quindi per concludere che sia adatto a una persona, né che corrisponda al suo eventuale profilo interno numero 4.
Come leggere il KID senza fermarsi al numero
Controlla il nome del prodotto e la classe di quote, la data del documento, il periodo raccomandato, la spiegazione della classe e le avvertenze su credito, liquidità, cambio o altre caratteristiche rilevanti. La classificazione può cambiare e la documentazione va aggiornata: un valore trovato in una pagina o in un documento precedente non è necessariamente quello applicabile oggi.
Il rischio sintetico è una parte del KID insieme a possibili perdite, scenari, costi e condizioni. La lettura più utile collega queste informazioni: chiarisce quali eventi possono produrre una perdita e quali condizioni dell’investimento restano importanti anche quando due prodotti mostrano lo stesso numero.
Il quadro metodologico è nel regolamento delegato (UE) 2017/653 e successive modifiche. Per le precisazioni applicative si vedano le Q&A consolidate delle autorità europee sul KID PRIIPs; la Commissione europea presenta le informazioni che il documento deve riunire.