LGD (Loss Given Default): calcolo, recovery e seniority

La loss given default, o LGD, misura la quota dell’esposizione che si perde economicamente quando il debitore va in default. Non basta sapere se un’insolvenza è probabile: per valutare il danno occorre stimare quanto e quando si recupererà. La LGD collega quindi la struttura del credito alla severità della perdita, ma cambia con definizione, orizzonte e metodo di misura.

Base di calcolo e recovery

In un framework coerente, LGD = perdita economica al default / EAD, dove EAD è l’esposizione al momento del default. Se il recovery rate è definito sulla stessa EAD e usa gli stessi flussi netti attualizzati, LGD = 1 − recovery rate. Il complemento non vale quando si confrontano basi diverse, per esempio il capitale originariamente prestato da un lato e il prezzo del bond dopo il default dall’altro. Il Basel Framework, CRE36 tratta la perdita economica considerando anche tempi e costi del recupero.

Si consideri soltanto un esempio illustrativo: EAD pari a 100 e incassi netti attualizzati alla data del default pari a 35 danno una LGD del 65%. Un incasso nominale di 45 ricevuto anni dopo non equivale a recovery del 45% nella stessa metrica, perché sconto e costi del workout cambiano il valore economico. Anche interessi maturati, linee non utilizzate ma revocabili e garanzie richiedono una definizione dell’esposizione appropriata al contratto.

Perché rango e collateral contano

La seniority determina la priorità dei crediti sui flussi ricavabili in una procedura; una garanzia reale offre invece un diritto su determinati asset, nei limiti della sua validità e capienza. Senior e secured non sono sinonimi. Una posizione subordinata può ricevere meno di una senior se il valore disponibile si esaurisce prima del suo rango, ma non esiste una percentuale di recupero universale per ciascuna classe. Lo stesso titolo può avere esiti diversi secondo giurisdizione, valore degli asset, debiti prioritari e tempi della procedura.

Nel caso corporate, conta anche la posizione nella struttura del gruppo: il creditore della holding può avere accesso ai flussi della società operativa solo dopo i creditori di quest’ultima. Garanzie infragruppo e collateral cambiano l’analisi, ma vanno letti nei documenti dell’emissione, non dedotti dal nome del bond. Il rango del debito offre il quadro generale; la LGD traduce tale quadro in una stima di severità sotto uno scenario di default.

LGD economica, prudenziale e di mercato

Una banca può stimare la LGD per i propri modelli o utilizzare parametri prudenziali secondo le regole applicabili. Un investitore obbligazionario può invece inferire una recovery ipotetica dal prezzo di un bond distressed; un’agenzia può pubblicare una stima prospettica per la singola emissione. Queste misure rispondono a domande diverse. Non vanno mescolati floor regolamentari, recovery realizzate in studi storici e assunzioni contrattuali usate per prezzare un CDS.

La LGD entra nella perdita attesa insieme alla probabilità di default e all’esposizione. La stima più fragile è spesso il recupero futuro: una piccola differenza nel valore o nei tempi degli incassi può cambiare molto la perdita stimata. Per questo un numero LGD ha senso soltanto se sono dichiarati base EAD, scenario, ranking, metodo di attualizzazione e costi inclusi.