La gestione attiva è una strategia d’investimento in cui il gestore del fondo seleziona attivamente i titoli da inserire in portafoglio con l’obiettivo di generare rendimenti superiori a un indice di riferimento, chiamato benchmark.
1. Costi e Ricerca
A differenza della gestione passiva (che si limita a replicare un indice), la gestione attiva comporta costi operativi superiori. Le commissioni di gestione sono generalmente più alte per coprire:
- I costi dei team di analisti e della ricerca proprietaria.
- I costi di transazione dovuti a una maggiore frequenza di compravendita dei titoli (turnover).
- Le infrastrutture tecnologiche per il monitoraggio dei dati in tempo reale.
2. Gradi di Libertà e Discrezionalità
La gestione attiva non è un blocco unico, ma si muove lungo uno spettro di discrezionalità:
- Gestione a scostamento contenuto (Enhanced Indexing): Al gestore sono permessi solo piccoli scostamenti rispetto al benchmark. L’obiettivo è sovraperformare leggermente l’indice mantenendo un profilo di rischio/rendimento quasi identico. Il Tracking Error (la misura della deviazione dal benchmark) è molto basso.
- Gestione a elevata discrezionalità (Unconstrained): Il gestore ha la libertà di costruire un portafoglio sostanzialmente diverso dal benchmark, sovrappesando o escludendo interi settori o aree geografiche. In questo caso, il profilo rischio/rendimento può divergere drasticamente da quello del mercato generale.
3. Alpha e Beta
Nel linguaggio finanziario, il rendimento di un fondo attivo viene scomposto in due componenti:
- Beta: La parte di rendimento dovuta all’andamento generale del mercato.
- Alpha (α): Il valore aggiunto generato esclusivamente dall’abilità del gestore.
$$R_p = \beta R_m + \alpha + \epsilon$$
(Dove Rp è il rendimento del portafoglio e Rm il rendimento del mercato).
4. Vantaggi e Svantaggi
| Pro | Contro |
| Possibilità di battere il mercato (Alpha). | Commissioni più elevate che erodono il rendimento. |
| Protezione nei mercati ribassisti (gestione della liquidità). | Rischio di gestione (sottoperformance rispetto all’indice). |
| Flessibilità nel selezionare titoli specifici. | Difficoltà nel battere costantemente il mercato nel lungo periodo. |
Conclusioni
La gestione attiva è indicata per quegli investitori che non si accontentano del rendimento medio di mercato e sono disposti a pagare costi più alti per tentare di ottenere performance extra. Tuttavia, la scelta del gestore diventa critica: la persistenza dei risultati nel tempo è uno dei fattori più difficili da individuare nell’analisi dei fondi attivi.