Il collaterale è l’attivo posto a garanzia di un contratto finanziario con lo scopo di proteggere il creditore o la controparte contrattuale da potenziali perdite derivanti dall’insolvenza. Sebbene il concetto di base rimanga la protezione del capitale, l’applicazione del collaterale varia sensibilmente a seconda dello strumento finanziario considerato.
1. Il Collaterale nei Contratti Derivati
Nel mercato dei derivati (sia OTC che regolamentati), il collaterale è lo strumento principale per limitare il rischio di credito della controparte. In questo contesto, è solitamente costituito da:
- Denaro contante (Cash): La forma più liquida e immediata.
- Titoli di alta qualità: Come le obbligazioni governative (es. BTP, Bund o Treasury) che presentano un basso rischio di default.
Il trasferimento del collaterale avviene tramite il sistema della marginazione (Margine Iniziale e Margine di Variazione). Se il valore del derivato oscilla negativamente per una delle parti, questa deve integrare il collaterale per coprire l’esposizione corrente, garantendo che l’operazione rimanga sempre coperta.
2. Obbligazioni Garantite (Covered Bonds)
Nelle obbligazioni garantite, il collaterale assume una funzione strutturale. Qui, la garanzia è rappresentata da un cespite aziendale o da un pool di attività (come mutui ipotecari o prestiti al settore pubblico) che vengono segregati dal resto del patrimonio dell’emittente. In caso di fallimento della banca emittente, i sottoscrittori delle obbligazioni hanno un diritto di prelazione prioritario sui flussi di cassa generati da quel specifico collaterale, rendendo il titolo molto più sicuro di un’obbligazione ordinaria.
3. Il Ruolo del Collaterale nella Cartolarizzazione
Nella cartolarizzazione (Securitization), il concetto di collaterale si sposta sui flussi di cassa futuri. Il collaterale è costituito da un insieme di prestiti, mutui o crediti che vengono ceduti a una società veicolo. I flussi di cassa derivanti dal pagamento delle rate di questi prestiti vengono poi “ridistribuiti” agli investitori sotto forma di titoli garantiti da attività (ABS – Asset-Backed Securities).
4. Valutazione e “Haircut”
Non tutti i collaterali sono uguali. Per tenere conto della possibile variazione di prezzo degli attivi posti a garanzia (specialmente se titoli), viene applicato un haircut (scarto di garanzia).
$$\text{Valore del Collaterale Effettivo} = \text{Valore di Mercato Asset} \times (1 – \text{Haircut})$$
Ad esempio, se un’obbligazione da 100 euro ha un haircut del 5%, verrà accettata come collaterale solo per un valore di 95 euro, creando un cuscinetto di sicurezza contro la volatilità.
5. Sintesi delle Applicazioni
| Ambito | Tipologia di Collaterale | Obiettivo Principale |
| Derivati | Cash, Titoli di Stato | Copertura del rischio di controparte giornaliero. |
| Covered Bond | Mutui, Crediti Pubblici | Protezione dei creditori in caso di default emittente. |
| Cartolarizzazione | Prestiti, Crediti Commerciali | Generazione di flussi di cassa per i nuovi titoli emessi. |
| Prestiti Interbancari | Titoli (Repo) | Garanzia per lo scambio di liquidità a breve termine. |
Conclusioni
Il collaterale rappresenta la “rete di sicurezza” su cui poggia l’intera architettura finanziaria moderna. Che si tratti di un’operazione di netting o della sottoscrizione di un titolo complesso, la presenza di garanzie di alta qualità assicura che il sistema possa continuare a funzionare anche in presenza di turbolenze, riducendo drasticamente il rischio sistemico e favorendo la circolazione della liquidità globale.
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