Obbligazioni fixed-to-float: switch cedolare, callability e pricing

Una fixed-to-float paga una cedola fissa fino a una data di switch e poi una cedola variabile, per esempio benchmark più spread. La sequenza è l’opposto di una fixed reverse floater: dopo lo switch il tasso normalmente si muove nella stessa direzione del benchmark.

Switch rate e formula

Dopo lo switch: interesse = nominale × (benchmark fissato + spread) × year fraction, con eventuale floor. Il benchmark può essere term o overnight compounded; fixing, lag e fallback sono contrattuali.

Callability

Molte emissioni bancarie sono callable alla prima data di reset, ma non tutte. Se la call non è esercitata, lo spread di reset può essere fisso oppure legato a un livello di mercato definito nel prospetto. L’investitore deve valutare yield-to-call, yield-to-maturity e scenario extension.

Capitale regolamentare e MREL

La forma fixed-to-float non rende automaticamente un titolo capitale regolamentare o MREL-eligible. Contano issuer, ranking, maturity, subordination, clausole di assorbimento delle perdite e requisiti normativi applicabili. Anche l’eventuale rimborso anticipato di strumenti eligible può richiedere autorizzazione; la call non è promessa di esercizio.

Pricing e rischi

Prima dello switch prevalgono duration e credito; dopo, il reset limita la sensibilità al benchmark ma lascia spread duration. Call ed extension generano convexity non lineare. Confrontare sempre spread-to-call e valore in scenario non-call.

Collegamenti interni

Fonti tecniche

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