L’Interest Rate Risk in the Banking Book (IRRBB) rappresenta il rischio attuale o prospettico per il capitale e per gli utili di una banca derivante da movimenti sfavorevoli dei tassi di interesse che impattano sulle posizioni del portafoglio bancario (non-trading book).
A differenza del Trading Book, che comprende le posizioni incluse nel perimetro prudenziale del rischio di mercato e soggette ai relativi requisiti patrimoniali di Primo Pilastro, il Banking Book comprende le esposizioni non ricomprese nel trading book, incluse gran parte delle attività creditizie, della raccolta e dei portafogli di investimento. Il trattamento contabile — costo ammortizzato, FVOCI o fair value — non coincide automaticamente con la classificazione prudenziale tra trading e banking book.
Nel quadro di Basilea e dell’ordinamento europeo (CRD / CRR), l’IRRBB è presidiato nell’ambito del Secondo Pilastro (Pillar 2 – ICAAP/SREP). La sua governance operativa è affidata alla funzione di Asset & Liability Management (ALM) e al Comitato Rischi/ALCO.
1. Le Sub-Componenti dell’IRRBB
Le variazioni della curva dei rendimenti agiscono sul bilancio attraverso molteplici canali. Il framework di vigilanza europeo (EBA/GL/2022/14) scompone l’IRRBB in tre distinte fonti di rischio:
A. Repricing Risk (Gap Risk)
Nasce dai disallineamenti temporali tra le scadenze (maturity) e le date di riprezzamento (repricing) delle attività, delle passività e delle poste fuori bilancio. La classica trasformazione delle scadenze — impieghi a medio-lungo termine a tasso fisso finanziati da passività a breve termine o a vista — espone la banca a compressioni del margine qualora l’onere della raccolta si adegui ai rialzi di mercato più rapidamente del rendimento dell’attivo.
B. Basis Risk
Scaturisce dalla correlazione imperfetta tra i tassi benchmark di riferimento che indicizzano attività e passività caratterizzate da analoga scadenza o frequenza di riprezzamento. Si manifesta, ad esempio, quando impieghi parametrati all’Euribor a 6 o 3 mesi sono rifinanziati tramite passività ancorate all’indice overnight (€STR) o all’Euribor a 1 mese, determinando una divergenza degli spread tra curve sotto stress di mercato (approfondito nell’analisi sul Basis Risk nel Banking Book e mismatch tra tenori Euribor).
C. Option Risk (Rischio di Opzionalità)
Deriva dalla presenza di opzioni incorporate nei contratti bancari:
- Opzioni automatiche (contrattuali): clausole esplicite con payoff predefiniti al verificarsi di determinate condizioni di mercato, quali cap, floor o collar inseriti nei contratti di finanziamento a tasso indicizzato.
- Opzioni comportamentali: facoltà o elementi di flessibilità il cui esercizio dipende dal comportamento attivo della clientela in risposta ai movimenti dei tassi, quali il rimborso anticipato dei mutui (prepayment risk, esaminato nella guida ai Modelli di Prepayment e CPR sui mutui a tasso fisso) nelle fasi ribassiste o la riconfigurazione e il deflusso dei depositi a vista (deposit run-off / beta expansion) nei cicli rialzisti. Per esaminare le assunzioni di modellizzazione su queste passività, si veda l’articolo dedicato a Non-Maturity Deposits nell’IRRBB: Modelli Interni, Core Component e Vincoli EBA sul Behavioural Repricing.
2. La Separazione tra IRRBB e CSRBB
Le linee guida EBA/GL/2022/14 richiedono una netta demarcazione metodologica e organizzativa tra IRRBB e Credit Spread Risk in the Banking Book (CSRBB):
- IRRBB: cattura gli effetti delle variazioni dei tassi di interesse sulle posizioni sensibili del banking book, includendo gap risk, basis risk e option risk imputabili all’evoluzione delle curve benchmark o prive di rischio (risk-free).
- CSRBB: cattura le variazioni del valore economico e/o della redditività derivanti da movimenti del market credit spread, del liquidity premium e di altre componenti di spread di mercato, nella misura in cui tali effetti non siano già ricompresi nell’IRRBB o nel rischio di credito e di default atteso dell’emittente/debitore (si rimanda alla guida su Credit Spread Risk in the Banking Book: Perimetro e Metriche di Rischio).
3. Le Due Metriche di Misurazione: EVE vs NII
Il framework prudenziale impone una doppia prospettiva di analisi obbligatoria e complementare. Ai fini del Supervisory Outlier Test (SOT) standardizzato, disciplinato dal Regolamento Delegato (UE) 2024/856, le assunzioni metodologiche sono rigidamente definite:
| Dimensione | Economic Value of Equity (ΔEVE) | Net Interest Income (ΔNII) |
| Prospettiva | Valore economico | Reddituale |
| Orizzonte SOT | Vita residua delle posizioni | 1 anno |
| Ipotesi SOT di Bilancio | Run-off: le posizioni scadono progressivamente senza essere sostituite | Constant balance sheet: le posizioni in scadenza o repricing sono sostituite con strumenti comparabili |
| Oggetto di Misura | Variazione del valore attuale netto dei cash flow sensibili ai tassi | Variazione prospettica del margine di interesse |
| Rischi Catturati | Gap risk, basis risk e option risk, in funzione della modellizzazione | Effetti del repricing di attività, passività e poste fuori bilancio sul NII |
Nell’ambito dei propri Internal Measurement Systems (IMS) di gestione ALM, le banche possono impiegare orizzonti temporali più estesi (es. 2-3 anni) o approcci a bilancio dinamico con ipotesi di nuova produzione. Tali metriche gestionali rimangono tuttavia distinte dalle convenzioni prescrittive stabilite per il SOT di vigilanza.
La Dinamica tra EVE e NII
Le due prospettive catturano orizzonti temporali e dinamiche differenti, manifestando spesso reazioni divergenti a fronte del medesimo shock di mercato.
In uno scenario di rialzo parallelo dei tassi:
- Il ΔNII a 1 anno può risultare positivo, favorito dal tempestivo riallineamento delle attività a tasso variabile rispetto a una raccolta a vista che recepisce i rialzi solo in modo parziale o ritardato (sticky deposits).
- Il ΔEVE risulta frequentemente negativo, poiché la perdita di valore attuale scontato sugli impieghi e sui titoli a tasso fisso lungo l’intera vita residua eccede la variazione di valore del passivo.
Focalizzare la gestione della tesoreria unicamente sull’ottimizzazione del margine a 12 mesi estendendo la duration fissa dell’attivo genera un trade-off operativo strutturale, aumentando la sensibilità negativa dell’EVE agli shock rialzisti.
4. Scenari di Shock e Supervisory Outlier Test (SOT)
Per garantire la comparabilità dei profili di rischio nel processo di revisione prudenziale (SREP), le autorità europee (BCE e autorità nazionali competenti) applicano il Supervisory Outlier Test (approfondito nell’analisi su Supervisory Outlier Test su EVE e NII: Soglie di Early Warning e Requisiti Pillar 2).
Gli Scenari Prescritti
- Per l’EVE (6 scenari):
- Parallel shock up
- Parallel shock down
- Steepener (tassi a breve in discesa, tassi a lungo in salita)
- Flattener (tassi a breve in salita, tassi a lungo in discesa)
- Short rates shock up
- Short rates shock down
- Per il NII (2 scenari):
- Parallel shock up
- Parallel shock down
Per l’euro, lo shock parallelo prescritto è pari a ±200 punti base; gli scenari non paralleli utilizzano ampiezze specifiche sui segmenti short e long della curva (ad esempio +250 bp per lo short shock e +100 bp per il long shock in valuta EUR) e sono soggetti ai floor regolamentari (post-shock interest-rate floors) previsti per evitare tassi eccessivamente negativi.
Le Soglie di Early Warning
Il Regolamento Delegato (UE) 2024/856 e la CRD fissano precisi indicatori di allerta:
- Soglia Outlier su EVE: Si verifica una situazione di anomalia prudenziale qualora la flessione dell’Economic Value of Equity (ΔEVE) in uno qualsiasi dei sei scenari standardizzati ecceda il 15% del Tier 1 Capital.
- Soglia di Declino Significativo su NII: Il framework identifica un large decline nel caso in cui la contrazione prospettica del margine di interesse a 1 anno superi il 5% del Tier 1 Capital in uno dei due scenari di shock parallelo.
Il superamento delle soglie SOT non determina automaticamente una violazione prudenziale o un requisito patrimoniale aggiuntivo. Il risultato costituisce invece un segnale di vigilanza che viene valutato nel contesto dello SREP e della qualità complessiva del framework IRRBB dell’istituto. Qualora il supervisore ritenga l’esposizione eccessiva o la gestione non adeguata, può richiedere misure correttive, modifiche alle assunzioni di modellizzazione, riduzione delle esposizioni e, ove appropriato, requisiti patrimoniali aggiuntivi di Secondo Pilastro (Pillar 2 Requirements – P2R).
5. Le Tecniche Gestionali di Mitigazione ALM
I comitati ALM presidiano l’IRRBB attraverso una pluralità di leve integrate:
- Politiche Commerciali e Pricing di Bilancio: Orientamento dell’offerta creditizia attraverso differenziali tariffari (spinta verso formule a tasso fisso o variabile, introduzione di vincoli temporali sulla raccolta, revisione dei floorcontrattuali sui mutui).
- Gestione del Portafoglio Titoli: Allocazione strategica tra comparti contabili Hold to Collect (HTC) e Hold to Collect and Sell (HTCS), utilizzata come leva per calibrare duration, repricing profile e, con perimetri e finalità distinti, i buffer di liquidità.
- Derivati su Tassi di Interesse (IRS):
- Payer Swaps (paga fisso / riceve variabile): possono contrarre la duration netta del banking book, mitigando le perdite di valore economico dell’attivo (ΔEVE) nelle fasi di shock rialzisti della curva, a seconda della struttura complessiva dia attivo e passivo.
- Receiver Swaps (riceve fisso / paga variabile): possono aumentare la duration e ridurre l’esposizione economica a scenari di discesa dei tassi, a seconda del profilo complessivo di attivo e passivo.
- Hedge Accounting: Designazione formale dei derivati in coperture di fair value o cash flow. Per le particolarità contabili legate alla copertura aggregata dei portafogli bancari e per l’evoluzione dal framework IAS 39 verso le nuove proposte dello standard setter, si rimanda all’approfondimento su Macro Hedge Bancario: dallo IAS 39 EU Carve-Out alla proposta Risk Mitigation Accounting dell’IASB.
Conclusioni
L’Interest Rate Risk in the Banking Book costituisce il pilastro dell’interazione tra bilancio, redditività e vigilanza prudenziale. L’efficacia della gestione ALM risiede nella consapevolezza che le due metriche cardinali — ΔEVE e ΔNII— non possono essere ottimizzate isolatamente: proteggere il flusso di cassa di breve periodo non deve compromettere il contenimento della sensibilità negativa dell’EVE nel medio-lungo termine.
Una solida architettura IRRBB richiede l’allineamento continuo tra robustezza dei modelli comportamentali interni, rispetto dei vincoli quantitativi posti dai regolamenti europei e tempestività nelle strategie di copertura finanziaria.