Reverse floater: payoff inverso, leva e sensibilità ai tassi

Una reverse floater paga una cedola che diminuisce quando sale il benchmark. Una forma illustrativa è tasso cedolare = max(floor, K − m × R), dove K, moltiplicatore m, benchmark R e floor sono contrattuali. Chiamare K “cap” è improprio salvo che il contratto lo definisca anche come tetto effettivo.

Meccanica economica

Il detentore è economicamente lungo un bond e corto esposizione al tasso variabile: beneficia di ribassi del benchmark e soffre rialzi. Se m è maggiore di uno, la cedola reagisce con leva. Prezzo e rendimento dipendono anche da curva, volatilità, credito e opzioni.

Esempio

Con K 8%, m 1,5 e floor 0%, un benchmark al 2% produce 5%; al 4% produce 2%; al 6% la formula darebbe −1%, ma il floor porta la cedola a 0%. È solo un esempio; frequenza, fixing e day-count vanno letti nel prospetto.

Pricing e duration

Il valore può essere rappresentato come componente obbligazionaria più/minus derivati sui tassi. La sensibilità non è costante: cambia con livello dei tassi, volatilità e vicinanza al floor. Dire che la duration è sempre superiore a quella di un bond fisso è troppo forte; serve una effective duration calcolata sul payoff specifico.

Rischi e controlli

Rischi principali: rialzo tassi, leva, floor, credito, liquidità, modello e callability. Nei prodotti retail, costi e target market devono essere valutati secondo documentazione applicabile. Prima dell’acquisto ricostruire scenari cedolari e prezzo, inclusi shock paralleli e non paralleli.

Collegamenti interni

Fonti tecniche

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